PRIMO SEMESTRE 2019:

CONFERMA DELLA CRESCITA POSITIVA DEI RENDIMENTI

Nei primi 6 mesi tutti e 5 i comparti del Fondo Pensione Aperto Plurifonds hanno dato ancora risultati eccellenti:


UNO SGUARDO AI MERCATI

La situazione macroeconomica continua ad evidenziare uno stato di debolezza causato da diversi fattori. L’attività economica globale risulta in contrazione, con il Fondo Monetario Internazionale che ha  recentemente rivisto al ribasso la stima di crescita per il 2019  al  3,3%  rispetto  alla  proiezione  precedente  di  una crescita complessiva al 3,5%. A pesare negativamente è il declino della crescita in Cina, soprattutto a causa delle tensioni commerciali in corso con gli Stati Uniti. Questa situazione ha generato un effetto domino su tutti i mercati globali, legata agli effetti negativi che deriverebbero da imposizioni di dazi e divieti incrociati che potrebbero compromettere significativamente gli scambi di merci. In Europa l’economia risulta ancora debole e poco strutturata, anche in quei Paesi come la Germania che hanno sempre svolto un ruolo trainante per la crescita. Per questo, le Banche Centrali dei principali Paesi sono tornate ad avere un atteggiamento accomodante nelle politiche economiche per fornire nuovo impulso e sostegno dell’economia reale. I tassi di interesse rimangono globalmente molto bassi e, per effetto di queste politiche monetarie espansive, è molto probabile lo rimangano ancora a lungo, seppur in un contesto di volatilità crescente legata principalmente ai rischi economici sopra citati. In questo scenario, un’altra importante fonte di volatilità è legata al rischio politico che risulta ancora marcato anche in Europa sia per l’evoluzione della Brexit sia, più in generale, per le tensioni tra le spinte sovraniste locali e le politiche europee unitarie.


PENSIONI FUTURE: A RISCHIO IL PATTO GIOVANI-ANZIANI

Del 26 maggio 2019

I risultati della sesta indagine campionaria realizzata da Mefop (febbraio 2019), rivolta a lavoratori dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi e liberi professionisti, confermano che gli italiani non conoscono “l’abc” del nostro sistema previdenziale e che la percezione della realtà quando si parla di welfare è distorta. Mauro Marè, Presidente Mefop, sostiene che: “Il dato sulle conseguenze generazionali (giovani) delle scelte della politiche di
 
welfare dei vari governi in molti paesi Ocse è un dato di fatto. Si pensa solo all’immediato e si sottovalutano gli effetti di medio, lungo periodo sul mercato del lavoro, il prelievo fiscale, il disavanzo e la crescita del reddito. Più egoismo, minore conoscenza possono determinare un danno grave alla tenuta sociale, al grado di fiducia tra le persone e le generazioni e quindi il benessere della popolazione.”
Puntare sulle forme complementari di previdenza o assicurazione sanitaria non è un must per gli italiani. C’è di base la bassa alfabetizzazione finanziaria che spiega come e soprattutto i più giovani siano oggi meno consapevoli del rischio che porta con sé un debito pensionistico implicito fuori misura.

Tra i dati emersi dall’indagine risulta però che l’87% degli intervistati da Mefop ritiene che le pensioni future non saranno sufficienti per coprire i bisogni di vita e il 73% pensa la stessa cosa sulla sanità pubblica.


LA RISPOSTA PUNTUALE DI ITAS

ITAS, da sempre attenta ai bisogni dei propri assicurati, ha creato la figura dei Consulenti Welfare per poter offrire una consulenza a 360° sulle tematiche di welfare, protezione e previdenza.

Tutte le Agenzie potranno presentare le candidature per avere all’interno del loro staff questa nuova figura contattando il Tecnico Vita di riferimento. Le persone individuate a ricoprire questo ruolo saranno formate attraverso specifiche attività sull’analisi dei bisogni e delle tecniche di vendita. Sono previsti dei workshop della durata di 2 settimane di aula oltre ad un periodo di affiancamento in termini di monitoraggio e coaching nei dodici mesi successivi.